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In emergenza coronavirus le indicazioni della Lidu onlus sui corretti stili di vita

Dalla parte di chi difende i diritti umani rischiando la vita per promuovere gli ideali di una società giusta e civile

In emergenza coronavirus le indicazioni della Lidu onlus sui corretti stili di vita

Un percorso già cominciato da tempo quello della Lega italiana dei Diritti dell’Uomo in tema di stili di vita salutari, che oggi in emergenza covid-19 evidenzia l’aumento del rischio di andare incontro ad una patologia di grave entità nei soggetti con ipertensione, diabete, patologie respiratorie e cardiovascolari

Di Lorenzo Anelli, presidente Commissione Salute Lidu onlus

Il nostro Paese sta attraversando un momento estremamente importante sotto molteplici punti di vista. Le misure volte alla limitazione delle attività economiche e sociali e degli spostamenti individuali precedentemente adottate dal Governo sono state confermate fino al 13 aprile.

Desideriamo ringraziare innanzitutto gli operatori sanitari che si stanno prodigando da settimane allo svolgimento del loro lavoro utilizzando al massimo le risorse disponibili. Non dimentichiamo inoltre il ruolo non marginale svolto da coloro che in questo momento stanno continuando a garantire i servizi essenziali.

Quando l’emergenza di queste settimane sarà passata, dovremo agire per evitare di trovarci nuovamente in una situazione del genere. Per chiederci cosa si possa fare in futuro, analizziamo cosa avrebbe potuto essere diverso dal punto di vista della prevenzione.

Una metanalisi di 8 studi, con un totale di 46248 pazienti risultati positivi al covid-19 da test di laboratorio, evidenzia l’aumento del rischio di andare incontro ad una patologia di grave entità nei soggetti con ipertensione, diabete, patologie respiratorie e cardiovascolari. In altri studi l’aumento del rischio è stato osservato negli obesi e nei soggetti fumatori[1]. Sono oggetto di dibattito anche i possibili effetti peggiorativi di farmaci comunemente utilizzati, come antipertensivi[2, 3] e antinfiammatori non steroidei(FANS)[4].

Da tali studi emerge una cosa molto importante: se avessimo adottato uno stile di vita più salutare probabilmente ci saremmo trovati in una situazione più semplice da gestire.

I salutisti sono coloro che, grazie ai loro comportamenti, hanno ridotto il loro rischio di andare incontro a patologia grave. Essi hanno, inoltre, evitato probabilmente di intasare ulteriormente gli ospedali, riducendo la necessità di visite mediche e accertamenti, limitando l’assunzione di farmaci e consentendo l’utilizzo di risorse economiche per l’emergenza. Loro, però, si troveranno a pagare le conseguenze anche di fumatori, sedentari e grandi amanti del junk food.

Senza considerare il coronavirus, le malattie cardiovascolari, i tumori e le malattie respiratorie sono tra le prime cause di morte in Italia e lo stile di vita riveste un ruolo assolutamente rilevante. Oltre alla necessità di misure drastiche tese ad abolire il fumo di sigaretta, occorre incentivare le persone al consumo di alimenti salutari, vietando la vendita di junk food nei luoghi pubblici e accessibili a minorenni. A tal proposito, bisogna considerare che è già legiferata la disincentivazione presso tutti i luoghi pubblici e le scuole di ogni ordine e grado della somministrazione di alimenti e bevande contenenti un elevato apporto di sostanze dannose per la salute quali zuccheri semplici aggiunti, dolcificanti, farine raffinate, grassi trans, oli vegetali, nitriti, nitrati (D.Lgs. 502/1992, Legge n. 128/2013). Non occorrono nuove leggi, basterebbe far rispettare quanto già scritto.

Bisognerebbe incentivare lo svolgimento dell’attività fisica regolare e di comportamenti meno sedentari e più rispettosi per l’ambiente… CONTINUA A LEGGERE..

 

 

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