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L’UNHCR lancia un appello per rispondere all’epidemia di COVID-19

Dalla parte di chi difende i diritti umani rischiando la vita per promuovere gli ideali di una società giusta e civile

L’UNHCR lancia un appello per rispondere all’epidemia di COVID-19

Quello dell’UNHCR fa parte di un appello più ampio delle Nazioni Unite per 2 miliardi di dollari per salvaguardare “milioni di persone che sono meno in grado di proteggersi” dal nuovo coronavirus.

A cura dello staff UNHCR a Ginevra | 25 marzo 2020

Con l’accelerarsi della pandemia di coronavirus, che provoca migliaia di vittime ogni giorno, tra i più a rischio ci sono circa 70 milioni di bambini, donne e uomini costretti a fuggire a causa di guerre e persecuzioni.
Tra questi vi sono circa 25,9 milioni di rifugiati, più di tre quarti dei quali vivono in Paesi in via di sviluppo in America, Africa, Medio Oriente e Asia. Con sistemi sanitari deboli, alcuni di questi Paesi stanno già affrontando crisi umanitarie.

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede oggi 255 milioni di dollari per i suoi sforzi urgenti per contenere il rischio e a ridurre l’impatto dell’epidemia di COVID-19 in queste comunità vulnerabili, come parte di un più ampio Piano di risposta umanitaria globale dell’ONU che chiede 2,01 miliardi di dollari.

“Il COVID-19 sta minacciando l’intera umanità – e quindi l’intera umanità deve reagire. Le risposte dei singoli Paesi non saranno sufficienti”, ha detto il Segretario Generale dell’ONU António Guterres al lancio dell’appello globale mercoledì.

Ha aggiunto: “Dobbiamo venire in aiuto dei più vulnerabili – milioni e milioni di persone che sono meno in grado di proteggersi. Si tratta di una questione di solidarietà umana. È anche cruciale per combattere il virus. Questo è il momento di farsi avanti per i più vulnerabili”.

“Il COVID-19 sta minacciando l’intera umanità – e quindi l’intera umanità deve reagire”.

L’UNHCR sta attualmente rispondendo a 24 crisi di rifugiati in tutto il mondo, e sta lavorando per salvaguardare le persone costrette a fuggire dalle loro case e le comunità che le accolgono.

“Con il diffondersi della pandemia, la nostra risposta deve includere i più vulnerabili delle nostre società, compresi milioni di rifugiati e altri colpiti da guerre, persecuzioni e disastri”, ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi.

“Loro, e le comunità che li ospitano, hanno un disperato bisogno del nostro aiuto per rimanere al sicuro durante questa crisi globale”.

La pandemia di coronavirus sta accelerando e non c’è un momento da perdere. I casi confermati in tutto il mondo hanno superato la soglia dei 435.000 casi. Più di 19.000 persone sono morte – un triste tributo che cresce di ora in ora.

I fondi vitali richiesti oggi copriranno il fabbisogno di bilancio supplementare dell’UNHCR per i prossimi nove mesi per rispondere all’epidemia.

Il piano di risposta dell’UNHCR sarà attuato dalle agenzie dell’ONU, con un ruolo diretto delle ONG internazionali e dei consorzi di ONG.

Con questi nuovi fondi, l’UNHCR fornirà attrezzature di laboratorio essenziali per i test del virus e forniture mediche per il trattamento delle persone, e installerà impianti igienico-sanitari perchè i rifugiati possano lavarsi le mani nei campi e negli insediamenti.

“Con il diffondersi della pandemia, la nostra risposta deve comprendere i più vulnerabili… compresi milioni di rifugiati”.

I fondi serviranno anche a lanciare campagne di informazione pubblica su come proteggersi e proteggere le persone con cui si viene a contatto, e a creare ponti aerei e hub in Africa, Asia e America Latina per spostare gli operatori umanitari e i rifornimenti dove ce n’è più bisogno.

Mentre l’appello viene lanciato, l’UNHCR sta già lavorando per proteggere milioni di persone in tutto il mondo, con campagne di informazione sulla salute pubblica in corso dal Costa Rica e dalla Colombia all’Iran e al Bangladesh. I materiali sono stati tradotti nelle lingue delle persone che aiutiamo.

Sono in corso sforzi massicci anche per distribuire attrezzature igieniche di base, dal sapone alle mascherine, in Libano – che ospita circa un milione di rifugiati dalla guerra in Siria -, Kenya, Uganda e Tanzania, che ospitano rifugiati costretti a fuggire da conflitti in tutta l’Africa.

La missione è vitale. Se non riusciamo ad aiutare i paesi vulnerabili a combattere il coronavirus, milioni di persone potrebbero essere a rischio e il virus sarebbe libero di circolare nel mondo.

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