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Cronache della persecuzione religiosa in Cina

Dalla parte di chi difende i diritti umani rischiando la vita per promuovere gli ideali di una società giusta e civile

Cronache della persecuzione religiosa in Cina

articolo inviato da Sabrina Wu

La spaventosa persecuzione religiosa in Cina

Il 18 dicembre 2019, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha nominato nove paesi, tra cui Cina e Corea del Nord, come Paesi di “particolare preoccupazione” per le violazioni della libertà religiosa. La Cina è in questa lista da 20 anni consecutivi per le sue sistematiche, continue e gravi violazioni della libertà religiosa.


Il Partito Comunista Cinese (PCC) al potere in Cina crede nell’ateismo, nel materialismo e nell’evoluzione. Ha dichiarato pubblicamente che “non c’è mai stato alcun Salvatore”. La sua base ideologica e teorica è il marxismo-leninismo, e il suo programma dominante è “il Partito guida tutto”, “il Partito comanda tutto” e “Il potere politico nasce dalla canna del fucile”, il suo slogan è eliminare tutto il capitalismo, eliminare tutte le credenze religiose, trasformare il comunismo in una realtà e trasformare la Cina, persino il mondo, in un territorio senza Dio. La seguente è una breve rassegna riguardo alla persecuzione religiosa da parte del PCC.

La persecuzione del cristianesimo e il cattolicesimo

Da quando il PCC è salito al potere nel 1949, ha iniziato a reprimere furiosamente il cristianesimo e il cattolicesimo, e ha etichettato pubblicamente la Bibbia come libro di una setta maligna, sequestrandone e bruciandone innumerevoli copie, e ha anche espulso missionari stranieri, messo i predicatori cinesi in carcere e sottoposto loro alla rieducazione, per di più, ha arrestato e rovinato follemente innumerevoli cristiani e cattolici. A causa della riluttanza a firmare dichiarazioni di pentimento e del rifiuto di aderire alle chiese ufficiali, la maggior parte dei pastori, anziani, vescovi e sacerdoti cattolici sono stati messi in prigione, alcuni di loro sono stati condannati a 20 anni di carcere o addirittura all’ergastolo.

Da quando Xi Jinping è entrato in carica nel 2012, il PCC ha fatto una grande spinta per la “Sinicizzazione o – Cinesizzazione del cristianesimo” e la soppressione e la persecuzione del cristianesimo e del cattolicesimo hanno raggiunto il culmine. È stato riferito che, nella sola provincia di Henan nel 2018, almeno 7000 croci sono state demolite dagli edifici delle chiese, chiese e croci in tutto il paese sono state demolite su larga scala e innumerevoli copie delle Bibbie sono state bruciate; i credenti che tentavano di fermare la demolizione sono stati arrestati e torturati dalla polizia. Il PCC ha persino costretto i credenti a tenere cerimonie di innalzamento della bandiera nazionale e a cantare elogiando il PCC ateo nelle chiese, dove i ritratti di Gesù sono stati sostituiti con immagini di leader politici come Mao Zedong e Xi Jinping e i Dieci Comandamenti con Citazioni di Xi Jinping, ha integrato anche la versione del PCC della cultura tradizionale cinese nella dottrina cristiana e ha persino distorto gli insegnamenti biblici, eliminando parole come “Dio”, “Bibbia” e “preghiera” dai libri di testo e dai capolavori letterari e vietando agli studenti di andare in chiesa o avere credenze religiose. Per la repressione, molte chiese domestiche, che si rifiutavano di essere controllate dal PCC, come la chiesa di Shouwang, la chiesa di Sion a Pechino e la Chiesa della Prima pioggia dell’Alleanza nella città di Chengdu provincia di Sichuan, sono state definite organizzazioni illegali o “xie jiao” (insegnamenti eterodossi – sette deviate). Il pastore Wang Yi, fondatore della Chiesa della Prima pioggia dell’Alleanza, è stato segretamente condannato a 9 anni di prigione per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato” il 30 dicembre 2019. La Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) è stata perseguitata più gravemente. Secondo le statistiche incomplete della Chiesa, ci sono oltre un milione di cristiani della CDO che sono stati arrestati fin dalla sua fondazione nel 1991, la pena più lunga è di 15 anni; ci sono stati 124 casi di morte ben documentati a causa della persecuzione, sono morti per motivo dell’espianto di organi o torture. La persecuzione ha continuato a intensificarsi, da gennaio a novembre del 2019, almeno 1.180 cristiani della CDO sono stati arrestati nella sola provincia di Shandong. Alcuni sono stati sottoposti a torture e innumerevoli cristiani sono stati costretti a lasciare le loro case per sfuggire all’arresto.

Persecuzione del buddismo cinese, buddismo tibetano e taoismo

Il PCC non solo perseguita il cristianesimo e il cattolicesimo, ma anche il buddismo cinese, il buddismo tibetano e il taoismo. Nei primi anni della sua amministrazione, il PCC distrusse in modo sfrenato i templi, bruciò copie delle Scritture, confiscò beni dei templi e costrinse i monaci e le monache a tornare alla vita secolare e a sposarsi. Più tardi, sotto la pressione internazionale e con l’intento di migliorare la sua immagine globale, il governo del PCC adottò una politica di “Divide et impera, bandisce uno per uno” nei confronti delle religioni. In quel contesto, poiché il buddismo cinese e il taoismo sono profondamente radicati nella cultura tradizionale cinese, una volta furono risparmiati dalla persecuzione. Tuttavia, sotto il nome di economia e cultura in via di sviluppo, hanno secolarizzato e commercializzato i loro luoghi, trasformando i templi taoisti e buddisti in attrazioni turistiche, infrangendo così le loro regole e tabù. La cosiddetta protezione e approvazione, in realtà, è un trucco per loro di controllare, indebolire, disintegrare e infine vietare il taoismo e il buddismo. Ciò che è evidente a tutti è che dal 2018 numerosi templi taoisti e buddisti sono stati rasi al suolo, molte statue di Buddha furono demolite e fatte saltare in aria e persino alcuni templi millenari una volta elencati come siti del patrimonio culturale nazionale sono stati demoliti e i loro praticanti sono stati espulsi.

La persecuzione del PCC contro il buddismo tibetano potrebbe essere considerata ancora più dura. Dopo aver occupato il Tibet, il PCC ha raso al suolo molti monasteri, saccheggiato i loro beni e costretto i tibetani a cambiare i loro costumi e le loro credenze religiose. Il PCC ha anche avviato programmi di “rieducazione patriottica” nei monasteri del Tibet, istituito comitati di gestione dei templi, richiedendo ai quadri di incorporarsi nei templi per guidare i monaci e le monache nel “patriottismo e progresso”. Negli ultimi anni, le proteste che i tibetani svolgevano pacificamente sono state accusate di “minacciare la sicurezza nazionale” e “distruggere la stabilità sociale”, a loro viene quindi data una lunga detenzione, torture e condanne.

La persecuzione dell’Islam

Dalla metà degli anni novanta, il PCC ha controllato rigorosamente tutti gli aspetti dell’Islam e ha proibito ai chierici e ai credenti di impegnarsi in qualsiasi attività religiosa. Il PCC conduce anche campagne annuali per reprimere i musulmani uiguri nello Xinjiang, con migliaia di uiguri arrestati e detenuti ogni anno per “attività religiose illegali”, solo dal 1997 al 2001, più di 200 persone sono state condannate a morte. Negli ultimi anni, al fine di mantenere la sua dittatura, il PCC ha intensificato gli sforzi per reprimere i musulmani dello Xinjiang, condannandoli come separatisti ed estremisti, lanciando campagne devastanti contro la religione e purificando lo Xinjiang della sua popolazione nativa, un gran numero di moschee sono state demolite, milioni di musulmani dello Xinjiang sono stati rinchiusi in campi di concentramento dove sono sottoposti al lavaggio del cervello forzato e torture, così, innumerevoli case sono state distrutte.

Sotto il dominio totalitario del PCC, in Cina non vi è alcuno spazio in cui possono sopravvivere le fedi religiose.

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