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Due importanti iniziative adottate ieri in vista del Vertice sul clima del prossimo 23 settembre a New York.

Dalla parte di chi difende i diritti umani rischiando la vita per promuovere gli ideali di una società giusta e civile

Due importanti iniziative adottate ieri in vista del Vertice sul clima del prossimo 23 settembre a New York.

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24 lugl – In vista del prossimo vertice di azione per il clima del 2019, le Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (ONU per l’ambiente) e la Coalizione per il clima e l’aria pulita hanno annunciato oggi la “Clean Air Initiative”, invitando i governi a tutti i livelli ad aderire all’iniziativa.

La “Clean Air Initiative” invita i governi nazionali e subnazionali a impegnarsi a raggiungere una qualità dell’aria che sia sicura per i cittadini e ad allineare le politiche in materia di cambiamento climatico e inquinamento atmosferico entro il 2030.
Secondo l’OMS, ogni anno l’inquinamento atmosferico causa 7 milioni di morti premature, di cui 600.000 bambini. Secondo la Banca Mondiale, l’inquinamento atmosferico costa all’economia globale circa 5.11 trilioni di dollari in perdite di benessere, e nei 15 paesi con le più alte emissioni di gas serra, gli impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute sono stimati in oltre il 4% del PIL.
Rispettare l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, tuttavia, potrebbe salvare oltre 1 milione di vite all’anno entro il 2050 e produrre benefici per la salute per un valore stimato di 54.1 trilioni di dollari – circa il doppio dei costi di mitigazione – solo attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Per rispettare gli accordi internazionali di Parigi, il coinvolgimento di compagnia private risulta indispensabile. A questo proposito, 28 importanti aziende con una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari stanno rafforzando il loro impegno per contrastare i cambiamenti climatici. 

Le aziende si sono impegnate a raggiungere obiettivi climatici più ambiziosi, in linea con la limitazione dell’aumento della temperatura globale a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali e il raggiungimento di emissioni nette-zero entro il 2050.
 I primi a muoversi sono Acciona, AstraZeneca, Banka BioLoo, BT, Dalmia Cement Ltd., Eco-Steel Africa Ltd., Enel, Hewlett Packard Enterprise, Iberdrola, KLP, Levi Strauss & Co, Mahindra Group, Natura &Co, Novozymes, Royal DSM, SAP, Signify, Signify, Singtel, Telefonica, Telia, Unilever, Vodafone Group PLC e Zurich Insurance, tra gli altri, che rappresentano collettivamente oltre un milione di dipendenti di 17 settori e più di 16 paesi.
 
 
 
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