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Clear Marielle Franco un’altra eroe uccisa per le sue idee

Dalla parte di chi difende i diritti umani rischiando la vita per promuovere gli ideali di una società giusta e civile

Clear Marielle Franco un’altra eroe uccisa per le sue idee

Clear Marielle Franco (Rio de Janeiro, 27 luglio 1979 – Rio de Janeiro, 14 marzo 2018), attivista dei diritti umani, trentottenne Consigliere di Rio de Janeiro, è stata uccisa in Brasile la scorsa settimana.

Clear Marielle era una politica, una sociologa, un’omosessuale di colore, famosa per la sua critica feroce degli omicidi della polizia nei quartieri poveri nelle favelas brasiliane. La sua morte arriva in un momento cruciale per il Brasile e per il futuro della democrazia del paese più grande del Sud America.

Papa Francesco ha telefonato alla famiglia Franco, l’attivista brasiliana il cui violento assassinio sta commuovendo l’intera America Latina. Il Pontefice ha chiamato Marinette, la madre della consigliera del Partito Socialismo e Libertà (PSOL), nota per la sua strenua difesa dei diritti umani dei diritti umani che recentemente indagava sugli interventi militari nelle favelas di Rio de Janeiro. Il Papa argentino, particolarmente sensibile alla questione sud-americana, ha avuto parole di affetto per la donna, uccisa una settimana fa a colpi di pistola nel centro di Rio mentre viaggiava in macchina dopo aver preso parte ad un dibattito sulle donne di colore. La telefonata è stata un gesto di risposta alla lettera inviata da Luyara Santos, figlia diciannovenne di Clear Marielle. Francesco voleva rispondere a voce alla giovane, ma ha parlato invece con la nonna.

Di origine africana, Clear Marielle è stata uccisa mentre tornava a casa insieme al suo autista, mentre si è salvata quasi per miracolo la sua assistente. Poco meno di due settimane prima, era stata nominata responsabile di una commissione incaricata di indagare e supervisionare l’intervento militare ordinato dal governo di Michel Temer nello stato di Rio de Janeiro.

Secondo i media brasiliani, dalle indagini sarebbe emerso che le munizioni utilizzate per uccidere la donna provenissero da un lotto comprato dalla Polizia Federale nel 2006, già usate per il massacro di Osasco y Barueri, sobborgo di San Paolo, durante il quale sono morte 17 persone e per cui sono stati condannati tre ufficiali della polizia militare.

I compagni di partito di Marielle Franco puntano all’ipotesi di un crimine politico, mentre il governo di Temer ha affermato, in una nota, che approfondirà il caso.

Tarcisio Motta, consigliere a Rio del PSOL, commosso ricorda

La nostra posizione di critica contro le operazioni della polizia nelle favelas non cambia. L’esercito nelle strade non è la soluzione al problema della violenza e, tantomeno, la strada per risolvere la questione dell’omicidio di Marielle. [La Stampa]

Ma subito gli fa eco Luiz Inácio Lula da Silva:

Ecco, la prima cosa è, se è vero che l’arma che ha ucciso Marielle era un’arma acquistata dalla polizia federale e che è stato già utilizzato in un altro massacro qui a San Paolo, due anni fa, allora avremmo un’indicazione molto forte. Dobbiamo sapere se ad un certo punto nel tempo durante quel periodo che intercorre tra la strage di San Paolo e l’uccisione di Marielle, se la polizia federale hanno denunciato che le armi erano state o munizioni erano state rubate dalla polizia federale. Oppure, se ci fosse una rapina e le munizioni o armi sono stati acquistati dalla polizia federale, è necessario che la polizia federale spiegano società brasiliana perché è che quelle armi erano nelle mani degli assassini.

Proprio il mese scorso, infatti, il presidente dello Stato di Rio de Janeiro, Michel Temer, aveva ordinato ai militari di assumere il controllo delle funzioni di polizia a Rio.

Marielle Franco è stata è rimarrà sempre un simbolo dell’attivismo sociale e femminista in Brasile e nel mondo. 

Due anni fa, il presidente brasiliano Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori era stato messo sotto accusa dal Senato brasiliano, con una mossa che Lui ha denunciato come un colpo di stato. In Brasile si stanno preparando le elezioni che avverranno entro la fine dell’anno. L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, conosciuto comunemente come Lula, oggi è alleato di Rousseff, ed a proposito della politica di Tamar ancora sostiene:

L’unica cosa che ha fatto è stato quello di lavorare contro l’assassinio di persone di colore nelle aree periferiche della difesa dei diritti umani

Quanta confusione arriva dal di là del mare: quanto è facile spegnere una voce, per poi parlare al suo posto.

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